“Fortuna vuole che l’anno scorso la premier Julia Gillard abbia insistito, per dotare l’Australia di un mercato delle emissioni-serra, simile a quello della vicina Nuova Zelanda. Perché senza l’afflato ambientale dei governi di Canberra e Wellington, Bruxelles somiglierebbe a un solitario Don Chisciotte: la paladina della battaglia al riscaldamento climatico, è rimasta praticamente da sola. <!–more–>

A volte quando leggo i risultati degli studi scientifici mi viene da chiedermi: “e questo viene pagato per dire un’ovvietà?” (grazie di esistere Ig Nobel!). Ma quando una ricerca dai risultati un po’ scontati riesce a dare una misura sbalorditiva di quella che dovrebbe essere semplicemente una pratica di buon senso, beh, allora non abbiamo <!–more–>

Tra pochi giorni, a fine giugno, il Parlamento europeo si dovrà esprimere sulla risoluzione che chiede di innalzare entro l’anno il target Ue di riduzione di CO2 dal 20% al 30% per il 2020, rispetto al 1990. Un voto molto atteso, su un provvedimento in discussione da tempo, su cui si profila un compromesso almeno <!–more–>

Stop ai gas serra, puniremo i grandi inquinatori: in Australia si sta discutendo un programma di incentivi alla riduzione dei gas serra indirizzato ad allevatori e investitori in agricoltura che tra poco dovrebbe essere discusso dal Parlamento di Canberra. Il provvedimento è molto duro contro le emissioni di gas serra e propone un sistema di <!–more–>

“La guerra commerciale fra la Cina e l’Occidente, o almeno l’Europa, non scoppierà per contrasti sull’industria della manifattura, i dazi, il dumping o il cambio con lo yuan, ma su un fronte che nessuno si immaginava, quello dei cieli”, scrive La Stampa all’indomani del congresso della Iata, l’Associazione internazionale per il trasporto aereo.

“Le peggiori emissioni di carbonio di sempre spingono il clima sull’orlo”, titola il Guardian. I dati dell’Agenzia internazionale dell’energia mostrano come “l’anno scorso le emissioni di gas serra abbiano registrato un aumento record, producendo una quantità di carbonio senza precedenti nella storia”.

È improbabile che le tecnologie per la rimozione del biossido di carbonio dall’atmosfera possano un giorno diventare un’opzione economicamente conveniente per rallentare il cambiamento climatico per molti decenni: è quanto è contenuto nelle conclusioni di uno studio dell’American Physical Society guidato da Robert Socolow della Princeton University. “Non possiamo illuderci di poter immettere in atmosfera <!–more–>



